Babbo: perché i toscani dicono babbo invece di papà (e Dante lo usava già nel 1300)

Babbo: perché i toscani dicono babbo invece di papà (e Dante lo usava già nel 1300)

Fuori dalla Toscana, la prima volta che un bambino fiorentino dice "babbo" in pubblico, capita che qualcuno si giri. "Babbo?" ripetono. "Come Babbo Natale?"

Sì, esatto. Come Babbo Natale.

Perché quella parola — che il resto d'Italia conosce quasi solo abbinata al Natale — a Firenze è semplicemente la parola per "padre". È quella che si urla quando si sbuccia un ginocchio. Quella che si sussurra quando si ha paura. Quella che si scrive sotto le fotografie di famiglia.

Babbo. Non una parola dialettale. La parola più antica d'Italia per dire "padre".

Babbo e papà: due parole, due storie

"Papà" è una parola arrivata in Italia relativamente tardi. Secondo gli studiosi della lingua italiana — tra cui la Treccani — "papà" è un gallicismo, ovvero un prestito dal francese, che si diffuse in Italia a partire dal Settecento. Arrivò prima nelle corti settentrionali, poi si estese progressivamente in tutto il paese, diventando la forma standard dell'italiano moderno.

"Babbo" è invece una delle forme originali italiane. Deriva dal latino babbus, termine di origine espressiva e onomatopeica — lo stesso tipo di formazione di "mamma", costruita sui suoni labiali che i bambini producono naturalmente quando iniziano a parlare (ba-ba, pa-pa, ma-ma). Non è un prestito straniero, non è un'influenza esterna: è italiano nella sua forma più originale.

Dante usava babbo

La prova più autorevole dell'antichità di questa parola viene da Dante Alighieri. Nella Divina Commedia, precisamente nell'Inferno al Canto XXXII, il termine "babbo" compare come parola del tutto naturale nel fiorentino colto del Trecento.

Paradossalmente, nella sua opera teorica De vulgari eloquentia Dante stesso criticava "babbo" e "mamma" come termini infantili, troppo elementari per la poesia alta — eppure li usava nella Commedia. Questo ci dice due cose: che la parola era parte viva e radicata del fiorentino quotidiano, e che persino chi la criticava non riusciva a evitarla quando cercava il tono autentico.

Poster DA'RETTA! - foppeddittelo.com

Non solo Toscana

"Babbo" non è esclusivo della Toscana. Secondo gli studiosi della lingua italiana, il termine è usato anche in Emilia Romagna, Umbria, Marche, nella parte settentrionale del Lazio e in Sardegna. Si tratta delle aree in cui la diffusione del gallicismo "papà" è arrivata più tardi o ha attecchito meno profondamente.

Il che conferma una tesi: non è la Toscana ad avere una parola strana. È la Toscana (e altre regioni) ad aver mantenuto la parola originale, mentre il resto d'Italia ha adottato il termine francese nel corso dei secoli.

Babbo Natale: un nome tutt'altro che casuale

"Babbo Natale" — il nome italiano di Santa Claus — non è casuale. La scelta della parola "babbo" invece di "papà" Natale dice qualcosa: "babbo" è più caldo, più antico, più diretto. È la parola giusta per una figura paterna e protettiva che entra in casa di notte e lascia qualcosa di buono.

Babbo oggi

A Firenze "babbo" non è percepito come dialettale — è semplicemente la parola normale, senza alternative. Scoprire che il resto d'Italia dice "papà" è uno di quei momenti di straniamento che ogni toscano ricorda.

Una parola che racconta chi sei prima ancora che tu apra bocca.

👉 [Scopri i poster dei detti fiorentini →](https://ifiorentino.com/collections/detti-fiorentini)

FOPPEDDITTELO — L'unico sito Fiorentino D.O.C.G. I primi e originali dal 2020.

BABBO spiegazione origine

BABBO spiegazione origine

Guarda il poster

Continua a leggere

Cicalone: il chiacchierone fiorentino che non smette mai di parlare
Cicalone: il chiacchierone fiorentino che non smette mai di parlare
Uggia: la parola toscana per quel grigio sottile che non è tristezza e non è noia
Uggia: la parola toscana per quel grigio sottile che non è tristezza e non è noia
Ganzo: cosa significa davvero in fiorentino (e perché ha due significati opposti)
Ganzo: cosa significa davvero in fiorentino (e perché ha due significati opposti)